✔ Lavora presso l'Ospedale San Raffaele di Milano svolgendo attività chirurgica rivolta con particolare attenzione alla patologia dell'anca. E' responsabile dell'ambulatorio patologia anca e ginocchio.                 ✔ Esegue interventi chirurgici di protesi d'anca con tecnica tradizionale, con tecnica mininvasiva a risparmio tissutale (TSS - Tissue Sparing Surgery) e con tecnica AMIS (via anteriore mini-invasiva).             Protesizzazione d' anca affetta da:                                                                                                                                 -artrosi primitiva                                                                                                                                                                -artrosi secondaria a fratture, osteonecrosi, displasia congenita, morbo di Perthes.                                            ✔ Esegue interventi di prelievo di aspirato midollare ricco di cellule staminali (B-MAC) dalla cresta iliaca e successiva infiltrazione intrarticolare per il trattamento delle artrosi non responsive ad altre terapie conservative.                                                                                                                                                           ✔ Esegue inteventi di "Core Decompression", per necrosi avascolare della testa femorale, con l'utilizzo di cellule staminali autologhe (concentrato di aspirato midollare).                                                                                                                                                                 ✔ Esegue inoltre infiltrazioni ecoguidate all'anca.                                                                                                                                                                          ✔ E' Opinion Leader della tecnica Orthokine® per il trattamento delle patologie oste-artrosiche.

INFILTRAZIONE ECOGUIDATA ALL' ANCA

Fondamentalmente questa terapia è indicata per l'artrosi dell'anca nelle sua fase iniziale ed intermedia. Più la malattia è avanzata e lo spazio articolare ristretto e meno si ha giovamento dalla terapia intrarticolare. In questi casi l'intervento di protesi è inderogabile.

Le iniezioni di acido ialuronico nell'anca artrosica secondo questa tecnica, consentono di ridurre il dolore e determinare un miglioramento della funzione motoria ed articolare, soprattutto nelle attività della vita quotidiana come alzarsi da una sedia, uscire o entrare dall'autovettura, stare in piedi, tagliarsi le unghie, infilare un calzino, camminare, riducendo il consumo di farmaci antinfiammatori, normalmente usati per il dolore.

 

Perchè utilizzare l'ecografo

L’infiltrazione intra-articolare dell’anca è più difficile rispetto agli altri distretti articolari, principalmente a causa delle caratteristiche anatomiche dell'articolazione e della prossimità di strutture “sensibili” come l'arteria femorale e nervi. Tramite la guida ecografica si è sicuri di essere esattamente in articolazione e si visualizza in tempo reale sia l’ago che il prodotto iniettato durante l’infiltrazione. Inoltre si è visto che la percentuale delle volte in cui il farmaco non viene iniettato direttamente in articolazione è molto alta (>40%) quando eseguita in “cieco” ossia senza guida ecografica. Tale procedura è una garanzia sia di sicurezza (con il doppler si evita sempre di colpire grossi vasi) che di efficacia (perché il prodotto si posiziona in modo specifico) Non occorre anestesia locale o generale.

 

Quali precauzioni adottare dopo l’esame?

Talvolta l’infiltrazione in un' articolazione molto infiammata e dolente può esacerbare la sintomatologia dolorosa. In questi casi è indicata terapia antinfiammatoria per via orale nelle successive all'esame.

 

Possibili complicanze

Le infiltrazioni articolari di farmaci possono causare sintomatologia dolorosa nelle ore successive al trattamento, la quale può avere risoluzione spontanea o venire trattata con antinfiammatori per via orale. Nei casi in cui venga infiltrato un antinfiammatorio steroideo in soggetti diabetici è necessario un monitoraggio più frequente della glicemia nelle 24 ore successive al trattamento, in quanto è possibile che questo determini un incremento della glicemia; non sono invece segnalati casi di aumenti pressori nei soggetti ipertesi se sotto terapia adeguata. Le complicanze infettive sono di frequenza trascurabile, se si provvede alla sterilità della cute e della sonda ecografica.